Roma, 27 giu. (askanews) – Segnatevi questa data, in Italia e in Europa: 11 aprile 2027. E’ quando, con ogni probabilità, si andrà a votare per il rinnovo del Parlamento e del governo italiani. “Ormai è un dato quasi acquisito, Giorgia (Meloni, ndr) si è convinta”, assicura una fonte di primo livello di Fratelli d’Italia, il partito della premier. E anche nel centrosinistra, quando si chiede quando si vota la risposta è senza esitazioni: “Ad aprile”. Quelle italiane sono una delle tante e importanti elezioni previste in Europa il prossimo anno, che riguardano, tra l’altro, Francia, Spagna, Grecia, Polonia.

In realtà la naturale scadenza della legislatura italiana sarebbe il 13 ottobre dell’anno prossimo, ma ci sono vari motivi per votare ad aprile, né prima né dopo. In primo luogo c’è un vecchio “pallino” di Meloni, ovvero ottenere il record di governo più longevo della storia repubblicana, cosa che accadrà il 4 settembre prossimo, quando supererà l’esecutivo Berlusconi II, in carica per 1.412 giorni dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2025.

Non si può votare prima di aprile anche per un’altra motivazione che le vecchie volpi del Parlamento conoscono bene: i parlamentari alla prima legislatura (e non sono pochi) maturano i contributi per la pensione solo dopo aver svolto almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno di legislatura. Ovvero il 14 aprile 2027. E se si vota l’11 aprile questa condizione è rispettata, perché la legislatura non finisce il giorno delle elezioni, ma almeno un mese dopo, quando si insedia il nuovo Parlamento, Anche il premier più forte non può non fare i conti con la naturale ritrosia a perdere la rendita futura.