Pechino aveva inviato alle Dogane un elenco di fornitori affidabili. Che è rimasto lettera morta

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"Volete comprare mascherine da noi? Ecco l'elenco di fornitori affidabili". La Cina ci era vicina, durante la pandemia. L'Italia è stata un partner strategico di Pechino - vedi il pressing per dare il 5G a Huawei e l'adesione alla Via della Seta sponsorizzata da Massimo D'Alema, emtrambe osteggiate dagli americani - ci era grata perché a febbraio del 2020 gli avevamo regalato 18 tonnellate di camici e Dpi (il viaggio era pagato dalla Ue) sottratti ai medici della Bergamasca che morivano senza protezioni. La Cina sapeva che l'avremmo aiutata nella narrazione mainstream della pandemia e voleva proteggerci. È per questo che il 29 aprile le Dogane fanno sapere a tutti che il ministero del Commercio cinese aveva fissato dei paletti per l'esportazione di mascherine. "Le mascherine devono essere conformi agli standard cinesi o esteri", serve "una dichiarazione congiunta di esportatore e importatore a certificarlo" e "un formulario da presentare all'atto dell'esportazione alle autorità doganali cinesi". Sul sito della Camera di Commercio cinese cccmhpie.org.cn c'era l'elenco aggiornato delle società affidabili, su samr.gov.cn quelle sospette.