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Mentre l'Italia affrontava il Covid, il governo decise di donare dispositivi al governo di Xi per poi comprarli farlocchi e senza certificazione. L'ammissione del vicecapo di gabinetto di Speranza in commissione Covid

Se c'è un momento preciso in cui una classe dirigente rivela tutta la propria inadeguatezza è l’inizio della pandemia Covid, quando mentre il virus avanzava silenzioso verso l’Europa, il nostro Paese sceglieva di spedire 18 tonnellate di mascherine alla Cina, lasciando scoperti ospedali, medici e cittadini.

Non una leggerezza, non una svista: una decisione politica gravissima, figlia di un’impostazione ideologica che anteponeva la diplomazia all’interesse nazionale. Oggi, grazie ai lavori della commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19, quella scelta torna a galla in tutta la sua drammaticità. E lo fa non come episodio marginale, ma come simbolo di un fallimento politico e istituzionale, consumato nelle settimane in cui l’Italia avrebbe dovuto prepararsi al peggio e invece preferì guardare altrove.