La Finanza ha ricostruito le proposte in pandemia. Aste Consip deserte nonostante tante offerte
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La processione dei camion dell'Esercito con i morti di Bergamo e la corsa della società civile alla ricerca delle mascherine per salvare gli italiani dalla pandemia. È in quei giorni frenetici, culminati nella sfilata di bare del 18 marzo 2020, che alla struttura commissariale di Domenico Arcuri arrivano proposte vantaggiose per l'acquisto di Ffp2, che si scontrano con la macchina burocratica della Consip e con offerte di professionisti cadute nel vuoto o rispedite al mittente, dietro il pretesto del prezzo troppo alto o delle disposizioni imposte dal commissario per l'emergenza nominato dall'allora premier Giuseppe Conte "di non accettare alcuna offerta che prevedesse pagamenti anticipati, anche parziali, al fine di tutelarsi dal rischio di possibili operazioni speculative o di successivi gravi inadempimenti", spiega Arcuri in una nota il 27 aprile 2021, sollecitata dalla richiesta di approfondimenti della Procura di Roma, che in quel momento indagava sulla presunta truffa delle mascherine farlocche, fornite con affidamento diretto alle tre società cinesi Wenzhou Light, Luokai Trade e Wenzhou Moon-Ray. Quest'ultima, come emerge dagli atti, risulta legata con un filo rosso proprio ad Arcuri, visto che soli nove giorni dopo aver vinto quell'appalto milionario, l'azienda cinese chiede una consulenza alla BG&P e Partners, una società con sede ad Hong Kong (e che porta alla Sunsky di Andrea Tommasi a Milano) e che però fa riferimento all'ex banchiere sammarinese Daniele Guidi e a Stefano Beghi, vecchia conoscenza di Arcuri perché era partner della Deloitte, di cui il commissario di Conte era amministratore delegato fino al 2007. Sebbene alla richiesta di chiarimenti avanzata dal generale Francesco Figliuolo su sollecitazione degli inquirenti romani, il 27 aprile 2021 Arcuri abbia messo nero su bianco che "il signor Stefano Beghi risulta essersi presentato... con l'intento di preannunciare le offerte di un cliente cinese in grado di offrire mascherine chirurgiche e Dpi, ed altre attrezzature medicali... nessun offerta di mascherine chirurgiche e Dpi è stata poi presentata per il tramite del citato professionista", gli approfondimenti del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma hanno appurato l'opposto, cristallizzando tutto il meccanismo opaco che, in quei giorni terribili del marzo 2020, ha consegnato decine di milioni di euro degli italiani alle tre società cinesi che hanno fornito mascherine taroccate al doppio del prezzo offerto da altri competitor.










