di Simone Di Meovenerdì 26 giugno 20264' di letturaLa più evidente prova dell’incapacità gestionale e organizzativa del governo giallorosso, durante la pandemia, sono le 13 pagine della sentenza 17025/2024 della XVI sezione civile del Tribunale di Roma. Verdetto che condanna lo Stato italiano a risarcire un’azienda che sarebbe stata fatta fuori dalla struttura commissariale, all’epoca guidata da Domenico Arcuri, con motivazioni giudicate pretestuose, per fare spazio ai cinesi delle mascherine taroccate.Nello specifico, l’ordinanza impone il pagamento di oltre 203 milioni di euro a favore della Jc-Electronics di Dario Bianchi a titolo di ristoro per “lucro cessante”, ovvero per restituire il guadagno svanito dopo il benservito dell’Ente nel mezzo delle trattative. Un buco finanziario che pare destinato inevitabilmente ad allargarsi, addirittura, visto che nelle stime dell’azienda il valore complessivo delle cause legate allo stop dei contratti per la fornitura di mascherine a norma sfiora i 267 milioni di euro. Una cifra mostruosa, che include anche una fattura da 44 milioni di euro, successivamente “congelata” dal commissariato, e un’ulteriore richiesta da 23,87 milioni per dispositivi medici già prodotti, ma rimasti a prendere polvere nei magazzini perché mai convalidati o ritirati dagli uffici pubblici.Conte, lo scandalo e quegli avvertimenti a chi osa avvicinarsi al vaso di PandoraIl governo di Giuseppe Conte ha preso duecento milioni e li ha buttati letteralmente via per non avere rispettato un con...QUALITÀ ECCELLENTE
Mascherine, la strana rescissione che è costata allo Stato 203 milioni | Libero Quotidiano.it
La più evidente prova dell’incapacità gestionale e organizzativa del governo giallorosso, durante la pandemia, sono le 13 pagine del...










