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Durante le ondate di calore come quella attualmente in corso si crea un cortocircuito: fa caldo e si fa un uso intensivo dell’aria condizionata per raffreddare le case, gli uffici, i negozi, i mezzi pubblici, e così via. Ma d’altra parte gli stessi motori dell’aria condizionata emettono aria calda che contribuisce a peggiorare il caldo estremo che si cerca di sopportare. Non solo, l’aria condizionata è anche una delle principali cause del riscaldamento globale, sia perché i modelli più datati impiegano gas refrigeranti che contribuiscono all’effetto serra, sia per la grande quantità di energia elettrica che consuma.
Proprio a causa dell’aria condizionata in estate i consumi di energia elettrica sono molto più alti che nel resto dell’anno. La rete elettrica è messa a dura prova, e rispetto all’inverno è molto più esposta a momenti di sovraccarico specialmente nelle ore di picco, cioè quelle in cui fa più caldo e si fa un uso più intenso del condizionatore: è per questo che nel periodo estivo sono generalmente più frequenti disservizi e blackout.
I consumi di tutta la rete li calcola Terna, società pubblica che in Italia si occupa della trasmissione ai distributori locali dell’energia elettrica sulla rete nazionale. Mercoledì 23 giugno Terna ha rilevato un picco nei consumi: alle 13:30 la potenza impegnata era di 55,3 gigawatt, il valore più alto registrato in tutto il 2026.














