L’installazione di un condizionatore nelle abitazioni comporta un incremento medio del consumo elettrico del 36%, secondo i modelli più accurati. Un recente studio internazionale, coordinato da Enrica De Cian (Università Ca’ Foscari di Venezia) insieme ad altri ricercatori del Centro Euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), Iiasa, ifo Institute e Boston University analizza come l’adozione e l’uso dei condizionatori d’aria stiano impattando il consumo energetico domestico in tutto il mondo. In giornate particolarmente calde, quando le temperature superano le medie stagionali e l’indice di “Cooling Degree Days” (indicatore climatico che stima il fabbisogno energetico per il raffreddamento di edifici durante la stagione calda) è alto, questo incremento può salire fino al 57%. In molte nazioni, specialmente quelle che già soffrono ondate di calore estreme, il condizionatore non è più un vezzo, ma una necessità per la salute, soprattutto per anziani, bambini e persone vulnerabili. L’aumento delle temperature globali - stimato in oltre 1,1°C rispetto all’era preindustriale - spinge sempre più famiglie a dotarsi di un impianto di raffreddamento, anche in regioni che fino a pochi anni fa ne facevano tranquillamente a meno.