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Forchetta tra 26 e 28 dollari. Capitalizzazione tra 18 e 19 miliardi di dollari. Circa il 60% delle azioni proposte in aumento di capitale, per una raccolta della società che può arrivare fino a 1,1 miliardi se le greenshoe venissero sottoscritte integralmente, e il restante cedute da soci esistenti. Manca ancora la data di partenza, ma i contorni finanziari della quotazione di Bending Spoons al Nasdaq sono diventati più nitidi con l'aggiornamento del prospetto depositato alla Sec.
Dettagli che consentono di fare i primi ragionamenti su Bending Spoons non più solo come ex startup italiana creata dai founder Matteo Danieli, Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Luca Querella e arrivata ad acquisire brand legacy digitali negli Stati Uniti come Aol, Evernote, WeTransfer e Vimeo, ma come realtà da analizzare con gli occhi del mercato, a partire dai valori proposti in fase di quotazione.
La prima valutazione è sul multiplo implicito nel prezzo proposto. «Aggiungendo i circa 5 miliardi di dollari di debito alla capitalizzazione attesa, l'enterprise value può essere stimato intorno a 24-25 miliardi», spiega Carlo De Luca, head of asset management di Gamma Capital Markets. Se si guarda ai ricavi del 2025, pari a 1,31 miliardi, il multiplo tra ev e vendite implicito è tra le 18 e le 19 volte, ma annualizzando il primo trimestre 2026 (601 milioni di ricavi, per un run-rate di 2,4 miliardi), il rapporto scende a circa 10. «La differenza è enorme: sui ricavi 2025 sembra molto cara, sul run-rate del primo trimestre sembra meno estrema, ma comunque costosa rispetto ai comparabili», aggiunge De Luca. Considerando i ricavi pro-forma del primo trimestre - 657 milioni, per un run-rate di 2,6 miliardi - il multiplo scende tra 9 e 10.
















