Secondo Reuters, la società prevede di collocare complessivamente 57,9 milioni di azioni ordinarie, con una forchetta di prezzo stimata tra i 26 e i 28 dollari per azione. La struttura dell’offerta prevede una componente primaria di circa 34,4 milioni di titoli di nuova emissione (pari a circa il 60% del totale) e una secondaria di 23,5 milioni di quote cedute dagli attuali azionisti, tra cui il fondo Baillie Gifford.
Chi sono i fondatori di Bending Spoons
Alle spalle del debutto sul mercato americano c’è una storia nata sui banchi di scuola a Copenaghen, in Danimarca. È lì che si sono conosciuti Matteo Danieli, Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Luca Querella, i quattro amici che nel 2013 hanno co-fondato Bending Spoons a Milano. Il successo della tech company arriva dopo il passo falso di Evertale, una startup di note-taking sviluppata insieme e rivelatasi fallimentare.
Da quel momento, i quattro soci hanno cambiato strategia, scommettendo sull’acquisizione e sul rilancio di app e aziende dal pubblico fedele ma dal potenziale inespresso (come Evernote, Meetup e WeTransfer), autofinanziandosi fino al primo grande round del 2022. Oggi, dopo aver raccolto gli ultimi 270 milioni di dollari a ottobre 2025 per l’acquisizione di Aol e Vimeo, Bending Spoons è la startup di maggior valore in Italia. Un’escalation verticale che ha proiettato i quattro co-fondatori nell’élite del business: secondo le stime di Forbes, ciascuno di loro vanta oggi un patrimonio personale di circa 1,3 miliardi di dollari.










