Arriva l’annuncio ufficiale. Bending Spoons ha depositato la sua offerta pubblica iniziale con una raccolta complessiva che, al massimo del range di prezzo, può avvicinarsi a 1,9 miliardi di dollari. L’operazione mette sul mercato 57.971.015 azioni ordinarie a un prezzo stimato tra 26 e 28 dollari ciascuna: ai due estremi del range il controvalore lordo si colloca tra circa 1,51 e 1,62 miliardi di dollari. Considerando anche l’opzione greenshoe concessa agli underwriter, fino a 8.695.652 azioni aggiuntive, il valore totale dell’offerta può salire fino a circa 1,87 miliardi di dollari al prezzo massimo.

L’azienda milanese ha presentato domanda di quotazione sul Nasdaq Global Select Market con il ticker «Bsp». Delle azioni offerte, 34.398.640 provengono direttamente da Bending Spoons, che ne incasserà i proventi, mentre 23.572.375 sono messe in vendita da alcuni azionisti esistenti, i cui ricavi non affluiscono nelle casse della società. La stessa ripartizione vale per l’opzione di sovrallocazione, che riguarda fino a 5.244.026 azioni della società e 3.451.626 degli azionisti venditori e resta esercitabile per 30 giorni. La cordata di banche che ha lavorato all’ipo è guidato da Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company come joint lead book-running manager. Al loro fianco operano numerose altre banche, tra cui Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Société Générale, Crédit Agricole CIB e, sul fronte italiano, IMI–Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banca Akros del Gruppo Banco Bpm.