<p>Forchetta tra 26 e 28 dollari.

Capitalizzazione tra 18 e 19 miliardi di dollari.

Circa il 60% delle azioni proposte in aumento di capitale, per una raccolta della società che può arrivare fino a 1,1 miliardi se le greenshoe venissero sottoscritte integralmente, e il restante cedute da soci esistenti.

Manca ancora la data di partenza, ma<a href="https://www.milanofinanza.it/news/bending-spoons-l-ipo-al-nasdaq-tra-26-e-28-dollari-vale-fino-a-18-miliardi-ecco-quanto-raccoglie-e-chi-202606230732062270" target="_blank"> i contorni finanziari della quotazione</a> di <strong>Bending Spoons al Nasdaq </strong>sono diventati più nitidi con l’aggiornamento del prospetto depositato alla Sec. <span contenteditable="false"> </span> </p> <p>Dettagli che consentono di fare i primi ragionamenti su Bending Spoons non più solo come ex startup italiana creata dai founder <strong>Matteo Danieli, Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Luca Querella</strong> e arrivata ad acquisire brand legacy digitali negli Stati Uniti come Aol, Evernote, WeTransfer e Vimeo, ma come realtà da analizzare con gli occhi del mercato, a partire dai valori proposti in fase di quotazione.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2><strong>Multiplo e comparazione</strong></h2> <p>La prima valutazione è sul multiplo implicito nel prezzo proposto.