Presto Bending Spoons potrebbe valere più di Telecom Italia e di Unipol Assicurazioni, più di Prada e Banca Generali messe assieme. Secondo indiscrezioni del Corriere della Sera, l’azienda tecnologica milanese potrebbe quotarsi al Nasdaq già verso la fine di giugno. E punterebbe a una valutazione di circa 20 miliardi di dollari, cioè quasi il doppio di quella raggiunta a dicembre – 11 miliardi – quando aveva raccolto 710 milioni.

Secondo il Corriere, nelle ultime settimane l’amministratore delegato, Luca Ferrari, e altri manager avrebbero avuto riscontri positivi da potenziali investitori americani. L’azienda si aspetterebbe di raccogliere oltre 4 miliardi di dollari, da investire in nuove acquisizioni. È il modello di business di Bending Spoons sin dagli esordi: “Acquistiamo un’azienda tecnologica, immaginiamo come dovrebbe essere per avere il massimo successo possibile nel lungo periodo e lavoriamo per rendere questa visione una realtà”, ha detto Ferrari a Forbes Italia lo scorso anno.

Il portafoglio di Bending Spoons

Finora Bending Spoons, che Ferrari definisce “25% private equity, 75% società tecnologica”, ha comprato decine di aziende. Tra le più conosciute ci sono WeTransfer, servizio online per inviare file di grandi dimensioni, ed Evernote, app per prendere appunti e organizzare il lavoro. L’ultima acquisizione è stata quella di Tractive, azienda austriaca che si occupa del tracciamento della posizione e del monitoraggio della salute degli animali domestici.