Bending Spoons ha avviato il processo di quotazione al Nasdaq e, all"interno del prospetto depositato alla Sec, ha alzato il velo sui numeri di quello che, almeno per l"Italia, è un gigante ibrido mai visto prima: in parte private equity, in parte tech company.
All"interno del prospetto la big tech italiana guidata dal ceo Luca Ferrari – co-founder insieme a Luca Querella, Francesco Patarnello e Matteo Danieli – mette in evidenza come alla base di un progetto tecnologico e finanziario che ha convinto i big del private equity e le grandi banche mondiali ci sia una strategia ben definita che guida il processo di crescita.Filosofia e AI.
Il piano di Bending Spoons (il Playbook) è chiaro sin dalla nascita: acquisire business digitali; effettuare profonde trasformazioni e ottimizzazioni; reinvestire in altre acquisizioni.
L"obiettivo non è quindi inventare il nuovo servizio digitale must-have, quanto identificare business digitali con una base solida ma con prestazioni ottimizzabili.
Ragionamenti da private equity, ma con la differenza che l"obiettivo non è vendere ma alimentare un ciclo di acquisizioni e ottimizzazioni per crescere sempre di più.L"ottimizzazione avviene grazie alle tecnologie proprietarie (la Platform) progettate per operare in modo integrato e per gestire diverse attività digitali con alta efficienza e scalabilità.












