Sono poveri, poverissimi e avevano visto il lavoro nel cantiere edile di Vado Ligure (Savona) dove si costruiscono i cassoni della nuova diga di Genova come un sogno.

E invece si sono ritrovati a dover consegnare buona parte dello stipendio ai “caporali” che li avevano reclutati, a lavorare in condizioni di assoluta insicurezza.

Se volevano un caschetto, una braga di sicurezza, dovevano pagare.

Se volevano dormire dovevano accontentarsi di vivere in 30 dentro un unico appartamento, stipati come topi, e pagare una quota.

Cosi del loro stipendio rimanevano 5, al massimo 7 euro l'ora.