Genova – “Piena fiducia nell'operato della magistratura e delle Forze dell'ordine e la più ferma condanna di ogni forma di intermediazione illecita e di sfruttamento del lavoro”. La Struttura commissariale per la ricostruzione, che segue il cantiere della nuova Diga di Genova, interviene così dopo l’inchiesta per caporalato dei carabinieri di Savona che ha portato questa mattina all’arresto di otto persone con l'accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il cantiere in cui lavoravano gli operai indiani e pakistani sfruttati e ricattati, secondo le accuse, era proprio quello della fase A della nuova Diga, nella costruzione dei cassoni di cemento che avviene a Vado Ligure. “La tutela della dignità, della sicurezza e dei diritti di ogni lavoratore impiegato nell'opera è e resta una priorità assoluta e non negoziabile”, recita la nota della Struttura comissariale. “Se i fatti contestati troveranno conferma nelle sedi competenti, si tratterà di condotte intollerabili”. La Struttura precisa di essere venuta a conoscenza dell'indagine a seguito dei rapporti continui con l’arma dei Carabinieri. “Si tratta di atti e informazioni coperte dal segreto istruttorio, ai quali — correttamente — nessun soggetto estraneo all'attività inquirente può avere accesso. Sin da subito ci siamo messi a disposizione e continuiamo ad essere in contatto con la Prefettura di Genova restando completa disposizione degli organi inquirenti per fornire ogni dato, documento o informazione utile all'accertamento dei fatti. Sull'appalto della Nuova Diga Foranea è stato implementato, sin dall'avvio dei lavori, un rigoroso protocollo di legalità sottoscritto con la Prefettura di Genova e il Ministero dell’Interno che prevede la verifica preventiva di tutti i fornitori, la tracciabilità integrale dei contratti e controlli ispettivi sull'impresa appaltatrice e sull'intera filiera dei fornitori e dei sub-fornitori dichiarati. Indipendentemente dai fatti odierni — rispetto ai quali ogni controllo è benvenuto — opera stabilmente un tavolo tecnico che riunisce periodicamente la Prefettura di Genova, la Struttura Commissariale e l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Proprio di recente si è tenuto un incontro con le organizzazioni sindacali, avviando un ulteriore lavoro di verifica e di approfondimento sul fenomeno del caporalato, purtroppo sempre più ricorrente nei cantieri italiani. "La rilevanza strategica della Nuova Diga Foranea non costituisce una ragione di minore vigilanza, ma semmai un motivo di maggiore rigore: nessuna condotta illecita posta in essere da soggetti estranei e all'insaputa della Struttura potrà incrinare la legalità e la trasparenza con cui l'opera è condotta e che continueremo a presidiare, di concerto con tutte le autorità competenti”. E il vice commissario Carlo De Simone interviene poi per respingere gli attacchi arrivati dalla politica: «La gravità di quanto ipotizzato dagli inquirenti merita rispetto, fermezza e collaborazione, non strumentalizzazioni, come quelle che abbiamo visto oggi, generate da una parte politica, assolutamente ingiustificate e senza alcun riferimento alla verità dei fatti. La nostra attività la facciamo ogni giorno: controlli, tracciabilità, presidio della legalità su ogni anello della filiera in stretta collaborazione con la Prefettura di Genova, il nucleo Interforze e il Ministero degli Interni . Continueremo a farla, con ancora maggiore determinazione, perché un'opera strategica per il Paese si misura anche dalla dignità garantita e dal rispetto verso chi vi lavora. L’opera non si ferma e prosegue incessante l’attività nei cantieri, proprio oggi traguardando la posa del venticinquesimo cassone».
Caporalato, la Struttura commissariale della Diga: “Condotte intollerabili, sull’opera massima attenzione alla legalità”
Il sub commissario De Simone: “Sì alla collaborazione con gli inquirenti, no alle strumentalizzazioni politiche. Noi facciamo la nostra parte”










