Gli scienziati la chiamano “bolla di calore”: una cappa di alta pressione che intrappola l’aria rovente sul continente e trasforma l’estate europea in una fornace. Ma sotto quella cappa non ci siamo solo noi. A patire, quanto e spesso più di noi, ci sono anche i nostri amici a quattro zampe: privi della nostra capacità di sudare, cani e gatti hanno molte meno difese contro il caldo.

Il calore dell’asfalto

L’asfalto di una città, nelle ore centrali, può raggiungere i settanta gradi. È un dato che le persone tendono a ignorare, protette dalle suole delle scarpe. Per un cane portato a passeggio in quei momenti il rischio è doppio: il contatto diretto delle zampe con una superficie rovente e un’aria calda che è costretto a respirare, proprio quando il respiro è la sua unica vera difesa contro il caldo. “Gli animali, rispetto a noi, non sono in grado di sudare”, spiega il professor Antonio D’Angelo, ordinario di Clinica medica veterinaria all’Università di Torino. “Tutto avviene attraverso il respiro, cioè ansimando a bocca aperta: aumentando la frequenza respiratoria, l’animale cerca di abbassare la temperatura. Ma quando la temperatura ambientale è superiore a quella corporea, questo meccanismo viene a mancare e la temperatura corporea si alza”.