Il caldo estremo di questi giorni sembra non segnare ancora il passo. Da nord a sud del continente europeo, infatti, complici gli effetti del cambiamento climatico in atto, continuano a registrarsi temperature ben al di sopra delle medie del periodo. Un dramma per tutti, quattrozampe compresi.I rischi

I nostri amici animali, soprattutto quelli che ci fanno compagnia nelle città, oltre a soffrire il caldo e la crescente umidità, sono costretti, gioco forza, a calpestare un asfalto sempre più rovente e pericoloso. Qualcosa che, a guardarlo, soprattutto nelle ore centrali della giornata, bollente e fumante come non mai, fa sempre più paura. Lo sa bene chi, per lavoro, è costretto ad indossare tute e stivaloni per campare. Lo sa ancora meglio chi, per natura, non indossa tute né scarponi ma cammina a zampe nude per la strada e da un giardinetto all'altro per fare semplicemente la pipi. E allora ecco che, con quaranta gradi in aria e una cinquantina sull'asfalto, anche una semplice passeggiata può rappresentare un problema.Le raccomandazioni del veterinario "Ci arrivano zampe bruciate dall'asfalto un giorno sì e l'altro pure". L'allarme dei veterinari non è affatto esagerato. Alzi la mano chi non ha mai visto un cagnolino portato a spasso all'ora di pranzo. Una follia che si ripete di anno in anno e che continua a significare scottature e bruciature e chissà cos'altro alle zampe di chi ci seguirebbe ovunque. I dati, però, parlano chiaro. Con i 36 gradi di questi giorni, spesso superati, la temperatura registrata al livello stradale, è molto superiore. Tanto da toccare, nelle ore più calde della giornata, quasi 60 gradi. Una sorta di quella cottura a bassa temperatura molto in voga nelle cucine italiane dell'ultimo periodo, assai meno gradita dalle zampe e dai polpastrelli di cani e gatti. "Le caratteristiche dei cuscinetti delle zampe dei cani, spiega al Messaggero il medico veterinario faunista Antonio Liberatore, sono diverse non soltanto da razza a razza ma anche da soggetto a soggetto. Per questo, sottolinea, un proprietario di cane accorto, dovrebbe fare una valutazione rispetto ai cuscinetti plantari del proprio amico a quattro zampe". Una valutazione iniziale semplice da fare. "Il tessuto che riveste esteriormente il cuscinetto, lo si può infatti apprezzare con il semplice contatto. Un tocco con il pollice può far capire quanto sia duro, spesso e resistente". Per procurare ustioni di primo e secondo grado, bastano pochi secondi. "È chiaro, ribadisce Liberatore, che gli animali che hanno un tessuto corneo pluristratificato e molto ben strutturato sono in grado di resistere di più dei cani che hanno un cuscinetto plantare rivestito da un semplice strato di tessuto. Tuttavia, è bene evitare le ore più calde così come le strade non alberate e comunque con poca ombra".La regola dei 5 secondi Poi, una curiosità. "I cani di colore scuro, sono protetti meglio, hanno il tessuto corneo più resistente e comunque resistono meglio dei cani dal colore chiaro. Colore che si riflette anche sui polpastrelli. Per cui, prima di azzardare un'uscita, è bene fare anche questo genere di valutazione". C'è poi la celeberrima "regola dei 5 secondi". "Ognuno di noi può, preventivamente, toccare con mano l'asfalto. Se dopo pochissimi secondi la togliamo perché ci scotta, è molto probabile sia il caso di pensare ad un altro tipo di uscita, magari in orario diverso". Come fare a capire se il nostro cane si è scottato? "Da tenere bene a mente il fatto che la scottatura dei cuscinetti plantari non sempre la si apprezza al momento. Nel senso che talvolta, il cane, anche se scottato e dolorante, può non manifestare subito il disagio che può presentarsi in un secondo tempo anche in maniera più grave, arrivando persino al distacco del cuscinetto stesso". A questo punto, modificare gli orari di uscita, è d'obbligo. Le fasce consigliate, almeno in questo periodo, rimangono quelle del primo mattino, così come quelle del tardo pomeriggio che si fa sera. Il tutto, deve essere sempre accompagnato da acqua fresca e, possibilmente, prati e giardini e persino terra. Insomma, può andar bene tutto o quasi, meno l'asfalto.Dalla "fuga" del gatto al colpo di calore del cane: i rischi per gli animali domestici Il caldo estremo non è nemico soltanto dei cani ma anche dei gatti. Da qui, quello strano fenomeno, tipico delle settimane più calde, delle sparizioni. No, l'amore, almeno in questi casi, non c'entra. Seppure dotati di un pelo che li protegge dal freddo così come dal caldo, anche ai gatti piace il fresco. Cosi, per apprezzarlo meglio, capita che se la diano a gambe per un po'. Magari alla ricerca di cartine, androni e anfratti cittadini dove respirare in tutta tranquillità. Certo, la fuga, per essere considerata tale, deve avere una fine. Spesso e volentieri è rappresentata dalla fame cosi come dal cambio deciso di temperatura che, anche loro, aspettano con impazienza. Le fughe, però e talvolta, possono portare guai. Lo sanno bene le molte associazioni che si occupano di assistenza e salvaguardia di cani e gatti ormai dislocate nella totalità delle città del Paese. "Il gran caldo, spiega Raffaella, animalista che negli anni ha salvato centinaia di cani e gatti, può rappresentare un grande pericolo, soprattutto per i gatti. Sinuosi e curiosi per natura, sono in grado di infilarsi pressoché ovunque. Così, come è capitato più volte, lasciare aperto un box, una cantina o un garage, può fare la differenza tra la vita e la morte di un gatto che, rifugiatosi, può rimanere rinchiuso all'insaputa di chi, magari, è poi partito per le vacanze". Se i gatti "spariscono", ai cani può venire addirittura un colpo, di calore. Come riconoscerlo e, soprattutto, cosa fare? Il respiro affannoso può essere senz'altro il primo indizio. Seguito poi da vomito e lingua violacea. In questo malaugurato caso, meglio sbrigarsi e correre dal veterinario. Se devi aspettare qualcuno che ti accompagni, metti il cane all'ombra, magari di un bell'albero, prepara un panno umido e, come si fa con un qualsiasi paziente, bagna delicatamente collo, zampe e parti basse. "La questione dell'umidità legata al caldo estremo, conclude Liberatore, è molto importante. I cani, come è noto, non sudano ma disperdono solo attraverso la lingua e, guarda un po', i cuscinetti plantari. Da qui, l'estrema importanza di mantenerli sani ed efficienti".