Pavia. Lavorare richiede fatica, farlo sotto al sole e con le temperature di questi giorni implica dei seri rischi per la salute. Rischi che la Regione ha voluto ridurre al minimo, vietando che alcuni impieghi vengano svolti tra le 12.30 e le 16. Un’ordinanza diramata di recente spiega le motivazioni dietro a questa scelta e le linee guida da seguire. Accertarsi che le regole vengano rispettate toccherà ora alle forze dell’ordine, chiamate a controlli nei cantieri e nelle principali aree di lavoro interessate dal divieto. Il provvedimento Dallo scorso 10 giugno e fino al prossimo 23 settembre sono diverse le attività che non potranno essere svolte nella fascia oraria ritenuta più a rischio, tra le 12.30 e le 16. «È vietato lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole – si legge nell’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Attilio Fontana –, nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all'aperto e nelle cave, nei giorni in cui la mappa indicata sul sito “www.worklimate.it” segna un livello di rischio alto». Il sito selezionato dalla Regione suddivide i livelli di rischio in quattro fasce: nessuno, basso, moderato e alto. Guardando la mappa di ieri, tra le 12 e le 16 quasi tutto il nord Italia si trovava in fascia alta. Lo stesso riguarda le previsioni di oggi e domani. Le indicazioni regionali prevedono quindi che venga consultato il sito e in base ai dati si decida se ci sono le condizioni per lavorare anche negli orari di punta o meno. Worklimate è accessibile a chiunque, così che controlli ed eventuali segnalazioni risultino agevolati. Le attività Oltre agli impieghi in ambito agricolo e florovivaistico e quelli nelle cave, l’ordinanza menziona i cantieri edili all’aperto. Con questi si fa riferimento a tutti quei lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, ristrutturazione di opere edilizie, il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati che si svolgono all’aperto e quindi prevedono un’esposizione prolungata al sole. Fanno eccezione gli interventi di pubblica utilità, ovvero «qualunque operazione, edile o meno, per il quale vi è un interesse della collettività alla sua realizzazione in quanto soddisfa bisogni di interesse pubblico». Tradotto: interventi che per garantire i servizi pubblici necessari non possono essere posticipati o svolti in orari diversi. Secondo uno studio realizzato da ricercatori Cnr e Inail, le ordinanze anti-caldo basate sulle previsioni Worklimate riducono gli infortuni sul lavoro tra il 20 e il 40 per cento nei settori più esposti alle temperature estreme. Nel 2024 le ordinanze erano state adottate da 15 Regioni e avevano interessato oltre 1,5 milioni di lavoratori. Nel 2025 il numero era salito a 18 regioni e a più di 2,3 milioni di addetti. Per il 2026, prima ancora dell'inizio dell'estate astronomica, iprovvedimenti avevao raggiunto 18 regioni. Weekend di fuoco In scia agli ultimi giorni di caldo torrido, non sarà da meno anche il prossimo fine settimana. Il calo delle temperature, secondo le previsioni a cura del Centro Regionale Idrometeo e Clima di Arpa Lombardia, è atteso con l’inizio della prossima settimana. «Da lunedì 29 giugno – spiegano gli esperti –, è previsto un cambio di regime che dovrebbe riportare le temperature in linea con le medie del periodo. Il calo riguarderà tutta la regione a partire da martedì e in modo più significativo nei giorni successivi».
Caldo estremo, via ai controlli per i lavoratori più a rischio
La Regione ha disposto il divieto per alcune attività tra le 12.30 e le 16












