VENEZIA L’ordinanza della Regione del Veneto sul caldo - e cioè il divieto di svolgimento delle attività lavorative all’aperto dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nelle cave - sarà modificata. Dopo le proteste dei sindacati che lamentavano l’esclusione di alcune categorie di lavoratori e soprattutto la necessità di predisporre adeguati controlli, il governatore Alberto Stefani ha disposto per ieri pomeriggio una riunione con le parti sociali e datoriali per affrontare la questione. A tutti la Regione - presenti l’assessore Gino Gerosa, il direttore dell’Area Sanità Giancarlo Ruscitti, la responsabile della Prevenzione Francesca Russo - ha chiesto di presentare osservazioni, cosa che i sindacati vogliono fare a brevissimo, altrimenti il rischio è che l’ordinanza venga modificata quando non farà più caldo.

«È stato un incontro interlocutorio, dal quale ci auguriamo possano però scaturire in tempi rapidissimi azioni concrete e urgenti», hanno detto al termine della riunione, in una nota congiunta, i segretari generali Tiziana Basso (Cgil Veneto), Massimiliano Paglini (Cisl Veneto) e Roberto Toigo (Uil Veneto). Aggiungendo: «La situazione climatica e le ricadute sui lavoratori non consentono ulteriori rinvii. È necessaria una massima assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, in particolare delle associazioni datoriali. Manca, a nostro avviso, una piena consapevolezza del fatto che ciò che sta accadendo in Europa e nel nostro Paese, Veneto compreso, non è un fenomeno straordinario ed estemporaneo, ma la manifestazione di un cambiamento climatico strutturale, che, come tale, deve essere affrontato e soprattutto prevenuto».OMICIDIO COLPOSO Continuano intanto le indagini per omicidio colposo sulla morte di Stefano Tonin, l'operaio 57enne stroncato da un malore mercoledì scorso mentre era al lavoro in un cantiere a San Martino Lupari, nel Padovano. Il fascicolo aperto dalla Procura di Padova, al momento a carico di ignoti, punta a chiarire in primo luogo quale ruolo abbia giocato il caldo estremo di questi giorni sulla morte dell'uomo, che per tutta la mattina avrebbe lavorato sotto al sole con temperature anche fino ai 36 gradi. Da capire, poi, perché si trovasse in servizio nella fascia oraria vietata dalla normativa regionale. Sul caso indaga anche lo Spisal (Servizio di prevenzione degli infortuni sul lavoro) dell'Ulss 6 Euganea.LA PROTESTA E intanto oggi a Venezia scatta lo sciopero del personale educativo e non educativo delle scuole comunali. A proclamarlo, nel giorno in cui è previsto il picco delle temperature, è la Fp Cgil: «Nelle scuole si soffre concretamente il caldo e, ad oggi, l'unica misura di tutela è stata la distribuzione di integratori di sali minerali al personale: una risposta inadeguata rispetto alla gravità del rischio per la salute dei lavoratori».