Il panico da esame colpisce sempre i maturandi. Ecco gli errori più divertenti degli ultimi anni
La Maturità, si sa, è la madre di tutte le ansie. Ma quando la stanchezza accumulata in cinque anni incontra il panico da foglio bianco o il terrore del colloquio orale, il risultato spesso può diventare un capolavoro di comicità involontaria. Tra i banchi degli esami di Stato, la letteratura italiana si conferma da sempre un vero campo minato. La vittima preferita negli anni è stata Gabriele D’Annunzio, più volte declassato da qualche candidato al ruolo di «poeta water» anziché Vate e poi promosso a celebre «estetista» al posto di esteta. Al Vate è stata anche sottratta la paternità de La pioggia nel pineto, riassegnata a Giovanni Pascoli. Lo stesso Pascoli, peraltro, si è visto attribuire la teoria della «frammentazione dell’io», che invece appartiene a Luigi Pirandello.
Il drammaturgo siciliano Pirandello resta un altro bersaglio fisso. C’è chi ha ribattezzato la sua opera più famosa in «Uno, nessuno e duecentocinquantamila» e chi afferma che abbia vinto un prestigioso Premio Oscar anziché il Nobel per la Letteratura. La confusione internazionale non risparmia nessuno. Il capolavoro di Primo Levi Se questo è un uomo è stato attribuito a Italo Calvino, mentre il francese Émile Zola è diventato italiano. Sul fronte dell’epica classica, infine, la povera Elena di Troia si è ritrovata a dover scegliere non tra i corteggiamenti dei Proci (tra l’altro riguardavano Penelope), ma direttamente «tra i porci».








