Il gioco di luci sui palazzi «sorprendente». I dj-set dai balconi «promossi a pieni voti». La festa «mai stata così piena di giovani». Sono i primi commenti raccolti mercoledì in piazza Vittorio durante la festa di San Giovanni. Ma il tono cambia drasticamente quando si arriva al gran finale. Il momento più atteso: i fuochi d’artificio a fine evento vissuti “a intermittenza”. Lunghe pause tra uno scoppio spettacolare e l’altro. Coreografie dimezzate. Musica che prosegue dalle casse - anche loro col volume basso durante il discorso di chiusura - ma senza show di luci. I fuochi d’artificio hanno vissuto per tutta la durata dello spettacolo «problemi tecnici», dice l’azienda incaricata del servizio, la Pyroitaly di Reggio Emilia: «Il software è andato in tilt ed è partita la metà dei botti previsti: siamo delusi e chiediamo scusa a Comune, organizzatori e torinesi». La delusione del pubblico: «Mai così brutti» Già all’uscita da piazza Vittorio, appena finito lo show, tanti degli oltre 47 mila presenti mostravano delusione. «Non sono mai stati così brutti», si spinge a dire qualcuno. Ma 24 ore dopo, online, è una pioggia di critiche. «Una delusione totale», scrive Chiara Castiglioni. «Fuochi partiti in ritardo e senza un filo logico», aggiunge Domenico Proto. «Quando c’è da lodare qualcosa di bello va fatto - riassume Kevin Laspisa - ma i fuochi quest’anno sono stati un buco nell’acqua». Anche le opposizioni in Comune, da Pierlucio Firrao di Torino Bellissima a Federica Scanderebech di Forza Italia, attaccano: «Meglio non fare niente e usare i generatori di corrente per le famiglie al buio».