Migliaia di torinesi con lo sguardo all'insù erano rimasti delusi dallo spettacolo di San Giovanni, per le inattese e prolungate pause vissute durante il lancio dei fuochi d'artificio. Un flop a cui fa seguito la decisione della ditta esecutrice dello show di sporgere una denuncia in questura contro ignoti. Questo perché a provocare il disguido potrebbero essere stati fattori esterni come fenomeni di jamming (le interferenze volontarie mediante le comunicazioni radio) o alterazioni dell'ambiente elettromagnetico. Un'ipotesi che rimane da accertare con l'acquisizione di ulteriori elementi tecnici, ma che potrebbe essere all'origine del disappunto del pubblico per il momento più atteso del 24 giugno scorso. Le anomalie durante lo spettacolo pirotecnico A fare il punto della situazione è stato l'assessore ai Grandi Eventi Domenico Carretta, che ieri ha risposto in aula a un'interpellanza presentata dal consigliere FdI Ferrante De Benedictis. Secondo quanto riferito dall'azienda, durante lo svolgimento dello spettacolo pirotecnico si sono verificate una serie di anomalie nell'attivazione di alcune postazioni di sparo. Criticità che hanno determinato il «salto» di parte delle sequenze programmate e conseguenti intervalli vuoti, senza la presenza di effetti pirotecnici. Ecco spiegate le perplessità di tante persone che avevano deciso di ritrovarsi in piazza Vittorio Veneto per godersi i fuochi artificiali con vista sulle acque del Po e sulla collina torinese. PyroItaly: l'ipotesi del jamming dietro il flop A entrare nel merito è Mauro Fiorini, titolare della ditta PyroItaly di Reggio Emilia che ha curato l'evento. «Dalle verifiche sulle nostre centraline è emerso che prima dello spettacolo andava tutto bene, ma durante lo show sono stati registrati un sacco di errori dovuti a interferenze esterne, non possiamo sapere se volontarie o casuali. Lavoriamo in tutto il mondo e in 40 anni di attività non ci era mai successo, utilizziamo persino un sistema di sparo dual band che viaggia su due diverse frequenze, ma quella sera erano entrambe disturbate». Per difendersi da problemi analoghi l'alternativa alle frequenze radio sarebbe l'utilizzo della trasmissione via cavo. Una modalità che però a San Giovanni sarebbe complicata da attuare per la presenza di tre postazioni di sparo di cui una galleggiante nell'alveo del Po, all'altezza dei Murazzi. La clausola che prevede il rimborso alla Città Nel frattempo, la Città ha già comunicato di avvalersi di una clausola all'interno del contratto di affidamento, per cui la ditta restituirà l'importo concordato per lo show pirotecnico, una somma compresa fra i 40 e i 50 mila euro. L'assessore Domenico Carretta, fra i banchi della Sala Rossa, ha detto: «C'è il rammarico nostro e della ditta per i problemi tecnici che si sono verificati durante lo spettacolo pirotecnico. L'obiettivo dell'amministrazione è stato sempre quello di restituire ai torinesi piazze e luoghi di incontro, partendo anche da momenti simbolici per la comunità come la festa di San Giovanni». E ha aggiunto: «Il costo dello spettacolo pirotecnico non sarà a carico della collettività torinese, anche se è evidente che nessun provvedimento successivo possa restituire integralmente l'esperienza che il pubblico si attendeva di vivere quella sera». La difesa della tradizione dei fuochi d’artificio Il consigliere Ferrante De Benedictis, firmatario dell'interpellanza, commenta. «Nella festa patronale il richiamo alla tradizione è un elemento fondamentale. Deve essere chiaro che i fuochi di San Giovanni non si toccano, salvaguardarli dai loro detrattori è fondamentale».