Il cesenate Nicola Marcatelli vive a Austin e racconta come gli americani guardano all’eventoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Luca RavagliaI Mondiali di calcio visti da un tifoso cresciuto con la passione per il pallone nel dna e poi trasferitosi oltreoceano, in quegli Stati Uniti che in questi giorni stanno ospitando il grande evento che vede l’Italia ancora una volta tra i non convocati. Nicola Marcatelli, cesenate doc e oggi marketing manager di un’azienda di Austin in Texas, vive negli Usa dal 2013 e ha sempre conservato la sua passione per lo sport, che continua a seguire da vicinissimo. Pur in un contesto radicalmente diverso.

"In Italia siamo abituati a vedere il calcio come lo sport per eccellenza – sorride Marcatelli – ma cambiando latitudini ci si imbatte in un quadro molto diverso. I mondiali di calcio sono un esempio eclatante. Ero interessato a godermi l’inizio del torneo e avevo proposto al mio migliore amico americano qui ad Austin di andare a seguire il debutto degli Stati Uniti in uno di quei bar particolarmente votati allo sport. Fin dall’inizio mi aveva guardato perplesso e poi, a ridosso dell’evento (lui e non solo lui), aveva derubricato l’appuntamento a una sorta di ‘ah, già, quella cosa del calcio’. Al bar a guardare la partita eravamo in cinque: noi due e altre tre persone".