| 30 Giugno 2026 13:01 |

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(Adnkronos) – Nel miracolo Ecuador c’è qualche pennellata d’azzurro sullo sfondo. “Vivere un Mondiale è qualcosa di unico, speciale. Non esiste niente di più importante. A quattordici anni, durante Usa ‘94, masterizzavo le videocassette con le partite dell’Argentina. Ero innamorato di Maradona e oggi è un sogno essere in Coppa del Mondo”. Nicolas Hernan Chiesa è il vice ct dell’Ecuador e risponde all’Adnkronos da Città del Messico, dove stanotte affronterà i padroni di casa ai sedicesimi, con l’obiettivo di una storica qualificazione agli ottavi. La curiosità è che ha origini italiane e ha giocato nella penisola per una decina d’anni, conquistando cinque promozioni dalla Serie D alla Serie C prima di iniziare una nuova vita in panchina.

“Ci tengo molto a vincere – racconta al telefono – e faccio di tutto per primeggiare. Era così da calciatore, è e sarà così da allenatore. Ho avuto la fortuna di vincere cinque campionati in Italia per poi andare a Malta e chiudere la carriera al Floriana. Poi c’è stata la possibilità di allenare la prima squadra. Avevo 37 anni, lì è cominciata la mia nuova carriera”. Quindi l’esperienza al Boca Juniors, accanto all’ex Inter Nicolas Burdisso. Proprio lì, la sua carriera ha imboccato la strada dei Mondiali: “In quei mesi ho conosciuto Alfaro, l’attuale ct del Paraguay. Lo chiamarono a guidare la nazionale dell’Ecuador nel 2020 e mi propose di fare l’allenatore in seconda”. Per lui si tratta dunque della seconda esperienza iridata, dopo Qatar 2022.