In Emilia-Romagna uno dei motori dell’economica è sicuramente il comparto agroalimentare. Lo dimostrano anche i più recenti dati elaborati dal Monitor dei Distretti di Intesa Sanpaolo, che evidenziano una crescita significativa per alcune delle principali filiere del territorio: il lattiero-caseario (+19,6%), l’ortofrutta (+17,4%), i salumi modenesi (+14,9%). Numeri che arrivano in una fase storica caratterizzata da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati internazionali, impatti del cambiamento climatico. Vanni Ceccardi è l’amministratore delegato di B.More, società di consulenza integrata con una forte specializzazione nel settore agroalimentare e una presenza capillare nel territorio emiliano.

Partiamo da B.More, chi siete nel panorama emiliano?

"Abbiamo una presenza forte nel cuore produttivo dell’Emilia. Operiamo attraverso una rete di dieci sedi distribuite tra Bologna, Modena e Reggio Emilia, un territorio che rappresenta uno dei principali poli agroalimentari d’Europa. Lavoriamo per accompagnare le imprese nei processi di crescita e innovazione, offrendo competenze che spaziano dall’area fiscale fino al controllo di gestione, dalla consulenza organizzativa alla digitalizzazione dei processi fino alla consulenza finanziaria. In questo percorso, il comparto agroalimentare occupa un ruolo centrale. Lavoriamo con caseifici, cantine, cooperative agricole, imprese ortofrutticole e aziende della trasformazione alimentare, sviluppando competenze molto specializzate sulle esigenze delle diverse filiere".