L’agricoltura non è soltanto produzione alimentare. È presidio del territorio, innovazione, sostenibilità, occupazione e sviluppo economico. In una fase caratterizzata da profonde trasformazioni, Confagricoltura Emilia-Romagna rilancia il ruolo dell’impresa agricola come protagonista delle sfide future. A spiegarlo è il presidente regionale Marcello Bonvicini.
Presidente Bonvicini, qual è oggi la principale sfida per un’impresa agricola emiliano-romagnola?
"Continuare a essere competitivi in un contesto sempre più complesso. Le imprese agricole devono affrontare cambiamenti climatici, volatilità dei mercati, aumento dei costi produttivi e una crescente pressione normativa. A tutto questo si aggiunge la concorrenza internazionale, che spesso opera con regole diverse dalle nostre. Per questo servono politiche che mettano al centro la redditività delle imprese, la capacità di investire e l’innovazione. Senza imprese agricole economicamente sostenibili non esiste né tutela del territorio né sicurezza alimentare".
Negli ultimi anni avete portato avanti numerose battaglie su Pac, Pai, energia e assicurazioni. Quali risultati considera più significativi?
"Abbiamo lavorato con determinazione su diversi fronti. Sul tema delle energie rinnovabili abbiamo contribuito al confronto regionale affinché la transizione energetica non avvenisse a discapito del suolo agricolo produttivo. Sul Pai Po abbiamo presentato osservazioni puntuali per garantire la sicurezza idraulica senza compromettere la sostenibilità economica delle aziende coinvolte. Sul fronte assicurativo continuiamo a chiedere strumenti più efficaci e accessibili per la gestione del rischio, mentre sulla Pac abbiamo difeso con forza il ruolo delle imprese agricole, opponendoci a ipotesi che rischiano di ridurre risorse e autonomia. Il risultato più importante, però, è aver riportato al centro del confronto istituzionale la voce delle imprese agricole".













