Roma, 30 giu. (askanews) – Alcuni comparti strategici dell’agricoltura italiana stanno attraversando una fase di forte difficoltà, aggravata dall’incremento dei costi di produzione e da uno scenario internazionale che continua a generare instabilità sui mercati delle materie prime. È quanto sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nel suo editoriale pubblicato sul nuovo numero di Mondo Agricolo.
La parziale riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo le tensioni delle ultime settimane, non ha ancora riportato alla normalità i flussi commerciali internazionali. Persistono infatti effetti significativi sui prezzi dell’energia e di input fondamentali per l’agricoltura, a partire dai fertilizzanti, con un conseguente aggravio dei costi per le imprese.
Contestualmente, comparti produttivi strategici, come quello cerealicolo, risicolo, olivicolo e suinicolo, registrano un marcato calo delle quotazioni all’origine, comprimendo ulteriormente la redditività aziendale. Una situazione che rischia di compromettere la sostenibilità economica di produzioni essenziali per tutto il sistema agroalimentare nazionale.
“Le imprese agricole stanno affrontando una fase non più sostenibile – afferma Giansanti – Occorrono misure urgenti e concrete per ristabilire condizioni di equilibrio lungo le filiere e tutelare la competitività del made in Italy agroalimentare”.








