Roma, 6 mar. (askanews) – “Siamo preoccupati per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in Medio Oriente. Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che sottolinea che un aggravarsi della guerra provocherebbe ulteriori aumenti delle quotazioni del petrolio, con effetti indiretti sui costi energetici e logistici e, conseguentemente, sui prezzi dei fertilizzanti.
I primi segnali di aumento dei costi energetici dall’apertura del conflitto in Medio Oriente sono infatti già palesi e potranno avere conseguenze in termini inflattivi sui consumi. Sul portafoglio delle famiglie i carburanti incidono per il 4%, l’energia per il 9,8%. Il carrello della spesa per il 20%.
Nel settore primario, già oggi si registra una situazione di instabilità che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti, e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per i fertilizzanti (urea) e i carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni.










