Assessore Agroalimentare e Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, quali sono le principali criticità nella distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare?

"Bisogna accorciare la filiera e garantire agli agricoltori il giusto prezzo dei prodotti, valorizzando la vendita diretta, i mercati locali e le relazioni più trasparenti lungo la catena. Dobbiamo continuare a garantire la produttività e sostenibilità del settore agricolo, che subisce gli effetti del cambiamento climatico, dell’aumento dei costi, della volatilità dei mercati. In questo quadro, è fondamentale anche il ruolo del sistema regionale, che deve continuare a sostenere gli investimenti, la semplificazione e lo sviluppo del comparto agricolo e agroalimentare".

C’è un tema di sfruttamento del lavoro in agricoltura?

"Per noi il contrasto al caporalato è una priorità, e punto di forza è la Rete del lavoro agricolo di qualità, che abbiamo costituito insieme a Prefetture, INPS, enti locali, forze dell’ordine, sindacati e Agenzia regionale per il lavoro: su circa 10.664 aziende iscritte in Italia, ben 2.522 sono in Emilia-Romagna. La Regione promuove strumenti concreti sul territorio, come lo sportello attivo a Portomaggiore (Fe) – dove si sono verificati fenomeni di caporalato - con mediazione linguistica e culturale. Si tratta di un presidio che accompagna i lavoratori verso la qualità dell’impiego e tutela i loro diritti. Questa esperienza, che stiamo replicando, rafforza legalità e qualità del sistema agricolo, per rendere strutturale il contrasto alle sacche di illegalità".