Legnano, 26 giugno 2026 – «Dottore, sono contenta che lei vada in pensione, ma noi ora come facciamo, e mio marito?». La donna anziana stringe nelle mani dei fogli, lo smarrimento è evidente. «Le preparo le ricette, non si preoccupi».
Siamo nell’ambulatorio del dottor Franco Colombo, medico di famiglia. Giovedì è stato il suo ultimo giorno di lavoro, da oggi è in pensione. Lascia 2.200 assistiti. Un vuoto costellato da tante voci di pazienti disperati, che non avranno più il loro medico di famiglia. Poteva lasciare il lavoro già un anno fa, ma per non abbandonare chi aveva bisogno di lui ha lavorato ancora dodici mesi.
Ricorda il suo primo paziente?
«No, penso fossero i miei familiari, era il 1991 e il mio primo ambulatorio era in corso Sempione. Ero giovane e cercavo di fare del mio meglio: andare incontro al malato per rassicurarlo. Da allora e fino a oggi mi sono ispirato a un concetto della medicina greca: il buon medico è colui che tiene allegro il paziente intanto che la natura lo guarisce. Ho sempre avuto ottimi rapporti con i miei pazienti, che considero sacri. Sono stati la mia famiglia, una scuola di vita, mi hanno insegnato tanto, provo gratitudine per tutti loro».
In città la situazione è critica.









