«Lasciare i pazienti non è stato facile. Ahimè, la stanchezza ha vinto, tutta colpa della burocrazia». Lo dice con sofferenza, e si sente, la dottoressa Luisa Vinci, punto di riferimento a Sardara per 1.500 pazienti, da domani senza medico. Nata a Furtei a novembre del 1956, dopo 27 anni nella medicina generale della cittadina termale, prima come guardia medica poi come medico di famiglia, sabato ha chiuso l’ambulatorio, in viale dei Platani. La sala d’attesa piena come ormai da giorni, persone fuori in fila dalle 6. La pazienza dell’attesa fino alle 9 solo per l’incertezza del futuro. I più lo dicono e lo ripetono: «Almeno facciamo la provvista, le ricette per le medicine. Non si sono degnati di una comunicazione ufficiale, giusto per sapere cosa ci aspetta. La sanità è malata, ma a soffrire di più siamo noi».

La comunicazione

Situazione che Vinci conosce perfettamente da alcuni mesi, da quando ha comunicato il pensionamento. In tanti le hanno chiesto: «Dottoressa, lei sta preparando i pacchi, noi saremo obbligati a fare le valigie. Qui non ci sono medici, dove andremo?». Puntuale la risposta, senza certezze. «Non ho potuto dare indicazioni. Ho detto loro solo che l’Azienda sanitaria avrebbe provveduto a indicare l’elenco dei medici disponibili o in alternativa altre soluzioni».