Sestu. 20 maggio 2026 alle 00:30I suoi assistiti: «Una di casa». La replica: «Non rimpiango la burocrazia»

Ha chiuso il suo studio ai primi di maggio. Ma per la dottoressa Lussoria Sciolla, quel camice resterà come una seconda pelle. Quattordici anni a Sestu, una vita al lavoro in vari Comuni come medico di famiglia. Stasera, incontrerà i suoi pazienti, 1.500, per una messa alle 18, nella chiesa di San Giorgio, e un grande abbraccio collettivo. «Per noi è stata una di famiglia», affermano loro. «Fare questo mestiere è stata una fortuna», ribatte lei.

La storia

Con determinazione e tanta ironia: «Non ho mai detto no ad un turno, lavoravo anche alle corna del diavolo. Sono di una famiglia che forse avrebbe superato Stachanov», sorride. «Mia nonna diceva sempre: se fai, sai fare. E anche: fidati di chi fa molto. Non ci sono segreti, solo la passione». Ascoltarla è un viaggio nella storia di tantissime persone. «Sono nata nel '56 a Fordongianus, ho fatto il Liceo Classico al De Castro di Oristano. Nella mia classe quasi tutti abbiamo scelto medicina. Ti prendi cura della persona nella sua totalità. E ora sono io che ringrazio loro». La prima esperienza? «A Padru, una sede con tanti bambini, che sono una vera forza della natura». La più impegnativa? «Valledoria era una trincea, a 50 chilometri dall'ospedale. Lavoravo spesso a domicilio, mettevo flebo e cateteri». A Sestu ci è arrivata per ispirazione: «Potevo scegliere la nuova sede, c’erano diverse possibilità, mio marito è di qui ma non era comunque una scelta facile. Ho deciso davanti all’altare della Madonna alla Cittadella della Salute, quando ho dubbi vado davanti a un altare. Sestu è piena di persone genuine, accoglienti». Intanto lavorava alla Colonia Penale di Isili: «Ci sono tante patologie legate alla droga, e servono più strutture così, che accolgano, redimano. L’ultimo giorno mi hanno abbracciato tutti». Ha studiato la medicina cinese: «Guarda le persone nell'interezza, la usavo per le diagnosi. E poi l'agopuntura, i punti da massaggiare contro il mal di testa, la nausea».