È arrivata alle Molinette 42 anni fa e ieri è stato il suo ultimo giorno in corsia, nel centro trapianti. Simona Marengo è per tutti “la caposala tosta” e nella sua lunga carriera ha visto cambiare e crescere la grande macchina della donazione di organi. «Ho iniziato con un giovane Salizzoni» racconta. Ha toccato con mano la difficoltà nel trovare persone disposte a intraprendere una carriera come la sua, fatta di orari lunghissimi e tanti sacrifici. «Siamo sempre reperibili – spiega –. E quando chiamano dall’ospedale, bisogna correre». Come quella volta che era allo zoo con il figlio e il cercapersone non la smetteva di suonare. «Ho dovuto cercare una cabina del telefono per chiamare il reparto». In ogni caso, «è il mestiere più bello del mondo» dice.

Come è iniziata la sua carriera nel mondo dei trapianti?

«Ho fatto un corso per diventare caposala e sono stata assegnata a un reparto delle Molinette. Dopo appena tre mesi ho conosciuto il professor Salizzoni, che mi propose di lavorare insieme. Io ero giovanissima, ma lui mi disse di non preoccuparmi. Mise subito in chiaro che c’era da lavorare tanto ma a me il lavoro duro non spaventa. E così abbiamo cominciato questa avventura».

Era una realtà da creare da zero?