La gratitudine ha molti volti. Quelli di Federica, Alice e Davide: «Gli infermieri che, turno dopo turno, stanno vegliando su ogni mio respiro con gesti e attenzioni che vanno oltre il dovere». Quelli dei medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: «Donne e uomini che con mani esperte e cuori immensi hanno reso possibile il miracolo. Non era solo un intervento: era un confine tra la vita e la morte e loro lo hanno attraversato con me, guidandomi dall’oscurità alla rinascita». Quello di chi le ha scritto, ha pregato per lei, le ha rivolto un pensiero: «Il vostro bene mi sta tenendo stretta in questi momenti ancora così difficili da superare».