La gratitudine ha molti volti. Quelli di Federica, Alice e Davide: «Gli infermieri che, turno dopo turno, stanno vegliando su ogni mio respiro con gesti e attenzioni che vanno oltre il dovere». Quelli dei medici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: «Donne e uomini che con mani esperte e cuori immensi hanno reso possibile il miracolo. Non era solo un intervento: era un confine tra la vita e la morte e loro lo hanno attraversato con me, guidandomi dall’oscurità alla rinascita». Quello di chi le ha scritto, ha pregato per lei, le ha rivolto un pensiero: «Il vostro bene mi sta tenendo stretta in questi momenti ancora così difficili da superare».
Martina Nasoni, la cardiomiopatia ipertrofica e il trapianto di cuore: «Il grazie più grande al donatore: il suo addio è diventato il mio inizio»
La 27enne, ex vincitrice del Grande Fratello e la malattia dalla nascita: «Aderire alle donazioni degli organi significa diventare eterni. Io oggi vivo perché qualcuno ha avuto il coraggio e la grandezza di farlo»









