Per contrastare la calura a tavola un efficace metodo è invertire l'ordine degli ingredienti. “I carboidrati inseriti dopo le verdure e le proteine sono più facilmente assimilabili. In questo modo è possibile mangiare pasta o riso, sentendosi meno appesantiti e facilitando la digestione finale”, parola di chef stellato Matteo Vergine, Best Young Chef Michelin, nonché patron con il fratello Riccardo (maitre e sommelier) di Grow ad Albiate in Brianza, unico ristorante stellato in Italia a proporre tutto l’anno un menù a base di selvaggina, che si contraddistingue per cucina ispirata allo stile trappeur, fatta di essenzialità, natura e cottura sul fuoco.
Con oltre 23kg consumati pro capite e più di 4 milioni di tonnellate prodotte all’anno, la pasta è uno dei pilastri alimentari, ma ancora prima culturali in Italia, considerato “simbolo indiscusso di italianità” per il 96,6% degli italiani intervistati (Unione Italiana Food). Un alimento simbolo della dieta mediterranea, fonte di carboidrati complessi, elemento immancabile, trasversale e interregionale, da sempre presente sulle tavole degli italiani.
Ma la pasta se consumata a fine pasto, dopo verdure, fibre e proteine, invece che all’inizio, come abitualmente ogni italiano è solito fare, diventa anche un alleato della sazietà e della corretta digestione. Abitudine salutare che risulta ancor più utile in vista dell’estate e dell’immancabile caldo record, come metodo efficace “anti-abbiocco” per non appesantirsi ulteriormente nel momento post-prandiale.










