Francesca (al centro), Mattia e Francesco a San Patrignano: "Prima con gli amici, poi caduti nell'abisso"Rimini, 24 giugno 2026 – Un’abbuffata, alcolica. I ragazzini se la fanno sempre prima. Iniziano praticamente da bambini: undici anni o su di lì. Uno shortino dietro l’altro, come se non ci fosse un domani. Per perdere la testa, diciamo così. Ma se ti va male rischi di perdere di più, anche la vita stessa: tante tragedie stradali, pure recenti, hanno questa matrice.
Francesca: “Ho iniziato con gli amici, poi anche da sola”
“Io lo facevo prima con gli amici, poi anche da sola. Pure tutti i giorni”, ci racconta Francesca, una ragazza incontrata nel nostro viaggio a San Patrignano, la comunità che da tempo recupera anche loro, i ragazzi del binge drinking. Pensate che il 56% degli ospiti entrati nell’ultimo periodo è partito da lì, abbuffandosi con l’alcol. E con le canne. “All’inizio lo facevo in compagnia – racconta Francesca –, a un certo punto ho cominciato a farmi i superalcolici da sola. Stavo meglio, non mi odiavo più. Non mi facevo così schifo come quando ero sobria”.
In un locale di San Polo, 4 ragazzi sono finiti storditi dall’alcol al Ps
Siamo qui, a scrivere e parlare di questo fenomeno che non è poi così nuovo, dopo l’ennesima storiaccia capitata nel weekend scorso a Reggio Emilia. In un locale di San Polo, durante un concerto di un rapper, quattro ragazzi sono finiti, storditi dall’alcol, al pronto soccorso. Avevano tra 15 e 17 anni. Erano in condizioni pietose, come tanti altri. Va detto che l’alcol non può essere venduto a chi ha meno di 18 anni, almeno così dice la legge; multe salate, in teoria, per chi sgarra. Se si vende alcol a chi ha meno di 16 anni, si va anche sul penale. Norme facilmente dribblabili, diciamo così.













