Una regola approvata in commissione alla Camera obbliga Fn a raccogliere decine di migliaia di firme per le liste. Ma non Azione
Che si vada alle elezioni divisi non è ancora detto, di certo Giorgia Meloni non l’ha detto (per ora). Nella legge elettorale in discussione alla Camera, però, in attesa di valutare una scomoda alleanza con Roberto Vannacci e il suo Futuro Nazionale, la maggioranza ha messo un primo intoppo.
La raccolta firme
Ci sarà, almeno per ora, l’esenzione dalla raccolta delle firme a sostegno delle liste elettorali per le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato ma che sia stato formato entro il 31 dicembre 2025. La maggioranza ha sostanzialmente accolto e riformulato alcuni emendamenti dell’opposizione ma di fatto riprendendo la versione di Azione. E con l’attuale formulazione dal meccanismo viene escluso Futuro Nazionale che ha una componete nel gruppo misto solo dal 28 maggio scorso. FnV come tanti altri partiti dovrà raccogliere circa 40mila firme, autenticate dal notaio, per partecipare alle politiche.
Le polemiche











