Sono luoghi gratuiti e accessibili dove trovare sollievo dall’afa. La prima grande città europea a dotarsi di una rete strutturata è stata Barcellona, mentre in Italia le prime esperienze ufficiali sono arrivate nel 2025. Da Milano a Roma, fino a Napoli: ecco dove si trovano

Mentre l’Italia è alle prese con un’ondata di calore che da circa una settimana sta portando temperature torride su gran parte del Paese e che, secondo gli esperti, potrebbe protrarsi fino a 11 giorni, nelle città si moltiplicano i rifugi climatici. Si tratta di luoghi gratuiti e accessibili dove trovare sollievo dall’afa: dalle biblioteche ai parchi urbani, passando per centri civici e spazi pubblici climatizzati. Strutture che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie con cui i Comuni cercano di adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e di proteggere soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.

I rifugi climatici comprendono strutture pubbliche o private ad accesso libero e gratuito, come biblioteche, musei, centri civici, centri commerciali e parchi dotati di ampie zone d’ombra. Si tratta di luoghi in cui trovare refrigerio durante le giornate più calde, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e cittadini che non dispongono di ambienti climatizzati. Per essere considerati tali, questi spazi devono rispondere ad alcuni requisiti minimi: temperature più basse rispetto all’ambiente esterno, disponibilità di acqua potabile, sedute e servizi igienici. Nel caso delle aree verdi, è richiesta un’ombreggiatura che copra almeno il 70% della superficie.