Dai rifugi climatici - distribuiti tra biblioteche, musei e centri di quartiere - ai numeri verdi di aiuto o lo stop ai cantieri in determinate fasce orarie. Le ordinanze anti caldo dei vari territori in tutta Italia puntano a proteggere rider, operai, altri lavoratori e non solo, dall'afa e le alte temperature che imperversano in questi giorni.

Il Piemonte era stato tra le prime regioni ad intervenire, quando a fine maggio scorso aveva anticipato di un mese il provvedimento che introduce misure straordinarie a tutela dei lavoratori all'aperto, in particolare per i settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica compresi i rider, delle cave e per tutti quelli esposti a intenso sforzo fisico al sole in modo prolungato. Inoltre è stato istituito un sistema di prevenzione e monitoraggio dedicato alle persone più vulnerabili, per prevedere in anticipo le situazioni di maggiore rischio: in presenza di allerte per temperature elevate, i medici di medicina generale modulano e rafforzano l'assistenza sanitaria nei confronti dei soggetti più fragili.

In linea con i protocolli, una serie di ordinanze sono state emesse in Friuli Venezia Giulia, Campania, Veneto, Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, Lombardia e altre regioni, dove vige lo stop al lavoro all'aperto tra le 12.30 e le 16 nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma 'Worklimate' segnala un rischio 'alto' di esposizione al sole per chi svolge attività fisica intensa. In riferimento ai rider, l'Emilia Romagna ricorda anche che "la parte organizzatrice deve provvedere ad inserire il rischio calore nei parametri di calcolo di tempi di consegna e distanza massime di percorrenza, anche intervenendo sul proprio algoritmo se il lavoro è organizzato tramite piattaforma digitale".