Sassari.27 giugno 2026 alle 00:10

Ventidue rifugi climatici per salvarsi dal calore. Dove riparare i propri corpi assediati da temperature che, come in questo giugno ai titoli di coda, hanno superato valori termici che sembravano già anomali negli anni scorsi. Ma anche a Sassari l’eccezione prolungata dell’afa è divenuta la norma. Serve allora costruire un riparo dal caldo torrido oppure, come sta facendo il Comune, individuare quelli esistenti all’interno di una rete di rifugi climatici la cui istituzione, in una recente delibera di giunta, erige un primo baluardo contro le isole di calore. Assunte allo status di graticole a cui contrapporre il refrigerio di 6 parchi, 8 giardini, 4 biblioteche, più altri spazi cittadini alberati, mappati, su incarico del settore Ambiente e Verde pubblico, da un pianificatore territoriale, Nicola Solinas.

Il piano

È lui ad aver realizzato un geodatabase, individuando e catalogando i luoghi di comfort climatico, presenti in quasi tutti i quartieri e borgate, incrociando dati geografici e informazioni alfanumeriche. Una relazione conseguenza del Piano locale di adattamento ai cambiamenti climatici, licenziato dal consiglio comunale nel 2025, e che faceva suonare tre campanelli di allarme su altrettanti rischi: alluvioni, siccità e, appunto, ondate di calore. E i ripari vogliono allora offrire le vie di fuga da un pericolo potenziale con un esperimento che trova la sua prima applicazione regionale proprio nel capoluogo turritano. Accessibilità, fruibilità e gratuità sono i loro requisiti principali, oltre alla possibilità di offrire condizioni di sollievo termico, pur mantenendo la funzione basica degli spazi. E, per quanto concerne quelli aperti, il punto di forza è rappresentato dal grado di ombreggiamento che possono assicurare gli alberi, integrando le altre componenti di un microclima ideale, quali prati e vegetazione. Ma c’è un altro asset nella mappa della rete, emerso negli studi sul Piano di adattamento, che ha visto come, in gran parte del centro abitato, sia possibile raggiungere un’area verde in appena cinque minuti a piedi. “Bunker” green per sfuggire al combinato disposto di masse d’aria rovente e dell’alta pressione, armate in maniera ulteriore dall’asfalto che ricicla le radiazioni solari dando vita ad aree surriscaldate. «Ma anche su questo punto- afferma l’assessore all’Ambiente, Pierluigi Salis- stiamo programmando una serie di interventi per depavimentare alcune zone e impedire il fenomeno».