BOLZANO. Caldo, molto, troppo caldo. In panne anziani, malati, bambini. E a inizio settimana sarà anche peggio, con temperature che supereranno i 35 gradi. L'allerta arriva dalla Provincia. Che però, fanno notare i sindacati, pare dimenticarsi dei lavoratori, specie i più esposti al solleone, ovverosia gli edili. Anni che si batte, ma la politica pare faccia orecchie da mercante. Manca ancora un protocollo fra Provincia e aziende. Stop al lavoro sopra i 35 gradi. Orari di lavoro da anticipare al mattino, per poter sfruttare le ore più fresche. Questo il minimo sindacale. Ma il protocollo, è l'accusa, non viene attuato, anzi, redatto.
L'allerta arancione. Per tutti?
«Con l'arrivo di masse d'aria subtropicale da sud, ha inizio un'ondata di caldo di lunga durata, con temperature che in alcune zone delle valli supereranno i 35 gradi, e che si protrarrà fino a buona parte della prossima settimana». Lo riferisce il meteorologo Dieter Peterlin dell'Ufficio Meteorologia e prevenzione valanghe dell'Agenzia per la Protezione civile. «A causa delle temperature estreme persistenti, domenica e lunedì, 21 e 22 giugno, nel bollettino di allerta del Centro funzionale provinciale è in vigore il secondo livello di allerta più alto, ovvero l'arancione», spiega il direttore del Centro funzionale provinciale Willigis Gallmetzer: «In caso di caldo estremo è importante informarsi ed essere preparati. È fondamentale proteggere se stessi e chi ci circonda per evitare effetti negativi sulla salute. Questo vale per chi si trova all'aperto, non solo a valle, ma anche in montagna».















