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In questi giorni di grande caldo, sia in Italia che in altri paesi europei, molte regioni e città italiane hanno approvato diverse misure per proteggere i loro abitanti dai rischi che le alte temperature comportano: diverse regioni italiane per esempio hanno sospeso alcune attività lavorative nelle ore più calde della giornata, e in molte città sono state attivate reti di sostegno per gli anziani che abitano da soli e per le persone senza fissa dimora. Per la prima volta però diverse città hanno anche stilato una lista di cosiddetti “rifugi climatici”: spazi aperti al pubblico (solitamente gratuiti) dove le persone possono rinfrescarsi o semplicemente avere un po’ di tregua dal caldo.
I “rifugi climatici” possono essere per esempio musei, biblioteche o centri commerciali, quindi luoghi chiusi che per via della loro conformazione o per la presenza di aria condizionata sono più freschi, ma anche luoghi all’aperto come giardini o piscine pubbliche. In molte città i posti che rientrano nella definizione di “rifugi climatici” devono avere non solo una temperatura più bassa, ma anche servizi come bagni e accesso ad acqua potabile.
Queste liste sono pensate principalmente per le persone senza fissa dimora o con meno possibilità economiche, che spesso non hanno aria condizionata in casa, ma anche per bambini e persone che soffrono particolarmente il caldo per via della loro età o delle loro condizioni di salute. L’obiettivo non è tanto creare da zero posti in cui le persone possano andare a rinfrescarsi, ma individuare quelli che ci sono già per dare a tutti uno strumento utile per orientarsi.






