All'estero il modello è più maturo. Barcellona è stata la prima grande città europea a strutturarlo: la rete dei "refugis climàtics" è nata nel 2019-2020, dopo la dichiarazione formale di emergenza climatica, ed è oggi composta da quasi 400 spazi tra biblioteche, scuole, centri civici, piscine, musei, pensati in modo che il 98% dei residenti ne raggiunga uno in meno di dieci minuti a piedi. Nel dicembre 2025 il governo spagnolo ha fatto un passo ulteriore, trasformando le reti locali in una rete nazionale coordinata, con fondi per i rifugi nei quartieri più vulnerabili all'interno di un pacchetto di 80 misure di adattamento climatico. Parigi ha seguito un percorso simile in vista delle Olimpiadi 2024, con oltre 1.300 "îlots de fraîcheur", punti tra parchi, piscine pubbliche e strutture ombreggianti mobili, puntando parallelamente sulla forestazione urbana.Negli Stati Uniti i "cooling centers" sono ormai prassi diffusa da anni in molte città, soprattutto in quelle più esposte al caldo estremo. In Europa, oltre a Barcellona e Parigi, Londra ha attivato il programma "Cool Spaces", mentre Amsterdam ha scelto un approccio più tecnologico, integrando dati climatici e sanitari per individuare in tempo reale le zone più vulnerabili e indirizzare lì le risorse. In Italia, invece, le prime reti ufficiali sono nate solo nell'estate 2025, con Bologna e Firenze capofila, seguite da Milano, Roma, Torino e da iniziative dal basso a Napoli; un ritardo di diversi anni rispetto ai modelli spagnolo e francese, aggravato dall'assenza di una legge quadro nazionale.Un problema di progetto, non solo di meteo Per Stoppioni, da ingegnera ambientale, la chiave di lettura non è meteorologica ma urbanistica: "Leggo questi dati come un problema di progetto e di governo del territorio, non solo di meteo. Le città sono più calde delle campagne per come sono costruite: cemento, asfalto, poca vegetazione, superfici che accumulano calore di giorno e lo restituiscono di notte". In questo contesto, spiega, "i rifugi climatici come biblioteche, musei, parchi ombreggiati, spazi pubblici climatizzati e gratuiti, sono uno degli strumenti più concreti che abbiamo, perché valorizzano luoghi che già esistono".