I cittadini italiani? Non solo vogliono più verde e meno cemento, più misure per il clima contro caldo e alluvioni, più circolarità. Ma sono anche quelli che, tra tutti i consumatori europei, sono i più attirati dalle tecnologie della transizione. A rivelarlo sono due sondaggi i cui risultati sono stati appena diffusi. Il primo è targato Legacoop-Ipsos ed è stato presentato nel corso dell’incontro nazionale dell’Osservatorio sulla transizione ecologica nelle città, che aveva come tema “Diffondere le buone pratiche per l’adattamento, la mitigazione climatica, la circolarità e il capitale naturale nelle città”. Dall’indagine, illustrata a Roma alla presenza di oltre cento tra rappresentanti istituzionali, amministratori locali e regionali, rappresentanti del mondo scientifico e universitario, imprese e organizzazioni di imprese emerge che i nostri connazionali chiedono più verde e minore consumo di suolo (89%), interventi per rendere più circolari produzione e consumo, riducendo gli sprechi, favorendo il recupero e il riuso del patrimonio edilizio esistente (89%), misure di adattamento climatico per ridurre i rischi e gli impatti degli allagamenti e delle ondate di calore (85%). «La transizione ecologica nelle città in questo incontro nazionale dell’Osservatorio – ha dichiarato Edo Ronchi, presidente della Fondazione sviluppo sostenibile, fra i promotori dell’iniziativa – ha evidenziato le buone pratiche, anche eccellenti, realizzate in numerose città italiane per l’adattamento e la mitigazione climatica, per la circolarità e l’incremento del capitale naturale. Queste buone pratiche hanno generato benefici multipli, non solo ambientali, ma anche sociali con ricadute anche positive per l’economia locale. La conoscenza dei buoni interventi per il clima, la circolarità e la natura realizzati nelle città è molto utile per ridurre lo scarto, ancora troppo ampio, tra la gravità delle crisi climatica e ambientale e una sua percezione che tende a sottovalutarla».