Roma, 23 luglio 2026 – Gli italiani restano favorevoli alla transizione ecologica, ma non sono più disposti a pagarne il costo senza limiti. Davanti a bollette instabili, nuovi rincari e tensioni geopolitiche, le famiglie aprono a tutte le opzioni: rinnovabili, nucleare di nuova generazione, ritorno al gas russo e perfino carbone. È il “pragmatismo difensivo” fotografato dal Focus Censis-Confcooperative “Primum vivere”, condotto su mille famiglie.
L’82,2% vuole accelerare sulle rinnovabili senza nucleare, ma il 54,5% apre comunque a investimenti in nuove centrali. Quasi una famiglia su due, il 49,7%, sarebbe pronta a riaprire i rubinetti del gas russo pur di contenere i prezzi. Anche il carbone torna nel perimetro delle opzioni tollerabili.
Gardini: "Pronti a tutto pur di risparmiare”
Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, sintetizza così il clima: “Di fronte all’instabilità dei prezzi e alla crisi di Hormuz fotografiamo un Paese che non esclude nessuna opzione per risparmiare”. Dopo anni di rincari, aggiunge, le famiglie sono diventate “pragmatiche fino allo spregiudicato”: pur di spegnere l’incendio nei conti domestici sono pronte ad aprire tutte le porte insieme. La transizione conserva un consenso di principio, ma perde solidità quando si traduce in maggiore spesa. “Sull’energia gli italiani scelgono il portafoglio”, osserva Gardini. La paura non è soltanto restare senza energia, ma restare “senza soldi in tasca”.






