La sostenibilità non è più una questione ambientale. O almeno non soltanto. Per le imprese italiane è diventata una questione di competitività industriale, accesso ai mercati, approvvigionamento energetico e capacità di attrarre investimenti. Eppure, mentre l’Europa prova a ridefinire il proprio approccio alla transizione ecologica, le aziende continuano a denunciare un problema: la distanza tra gli obiettivi fissati dalla politica e gli strumenti concretamente messi a disposizione per raggiungerli. È quanto emerge dal Rapporto Strategico 2026 “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da TEHA Group in collaborazione con Erion e presentato mercoledì a Roma durante il Forum Erion 2026, ospitato nello splendido Palazzo della Cancelleria, tra gli affreschi del Vasari. All’evento ha partecipato anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, insieme a rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo industriale e della ricerca.
Il documento, elaborato attraverso il coinvolgimento di 108 aziende dell’ecosistema Erion, il più importante sistema multi-consorziale no-profit in Italia dedicato alla gestione e al riciclo di specifici rifiuti, restituisce un’immagine diversa da quella spesso raccontata nel dibattito pubblico: le imprese non chiedono una marcia indietro sulla sostenibilità. Al contrario, chiedono che la transizione venga resa più efficace, prevedibile e coerente.











