La transizione è ormai il nuovo terreno della competizione economica globale, capace di generare un forte incremento del Pil italiano nei prossimi dieci anni. Tuttavia, emerge una complessa burocrazia normativa e un forte disallineamento tra i governi e le imprese sugli strumenti di sostegno. Le aziende, che dimostrano una maggiore solidità creditizia se adottano modelli circolari, non chiedono meno Stato, ma incentivi continuativi e semplificazioni autorizzative. Tutto ciò emerge da rapporto “Le priorità non negoziabili per le imprese e il futuro della transizione sostenibile”, realizzato da Teha Group in collaborazione con Erion e nel quale vengono illustrate sei proposte concrete per integrare crescita industriale e sostenibilità che servirebbero da base per un nuovo patto competitivo basato sul dialogo tra legislatori e soggetti produttori.
Punto centrale del documento, che è stato presentato a Roma in occasione del Forum Erion 2026, è che la transizione sostenibile non è più soltanto una risposta alle sfide ambientali e non è in discussione per le imprese, ma rappresenta il nuovo terreno della competizione economica globale. Tuttavia, si legge nel documento di oltre 60 pagine, emerge un forte disallineamento tra politica e imprese sugli strumenti messi a disposizione dai governi e, soprattutto, un’eccessiva complessità normativa che compromette l’efficacia delle azioni. Il rapporto ha individuato le priorità alle quali non è più possibile rinunciare per continuare a competere nella transizione sostenibile, offrendo a imprese e decisori una mappa delle aree su cui costruire un’azione comune più efficace. Per fornire qualche numero e dettaglio circa la metodologia adottata per l’indagine: hanno partecipato 108 aziende dell’ecosistema Erion coinvolte attraverso una survey dedicata, 11 leader d’impresa riuniti nella prima Erion Leaders’ Roundtable, 4 key opinion leader. Questi risultati sono stati integrati con fonti proprietarie su 17 anni di percepito dei cittadini europei, 281 politiche Esg europee e italiane e oltre 50 studi e report.









