Gli italiani credono nella transizione energetica, ma premiano le tecnologie che funzionano davvero nella vita quotidiana e guardano con più cautela a quelle percepite come costose o complesse. È questo il messaggio che emerge dall’indagine demoscopica Edelman Trust Barometer Energia 2026, che ha confrontato la fiducia nel settore energia tra Italia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

Le stime per il 2026 mostrano bene questa direzione. In Italia la fiducia resta altissima nel solare (75) e molto alta nell’eolico (67), mentre si stabilizza su gas (60) e utilities (56). Il cleantech nel complesso risale a 62, le auto elettriche recuperano a 50 e il petrolio cresce fino a 43.

Nel confronto internazionale, l’Italia resta tra i Paesi più favorevoli alle rinnovabili, in linea con la Spagna e sopra Germania e Regno Unito, mentre su auto elettriche e cleantech il raffreddamento è diffuso in tutta Europa. Sul gas, invece, l’Italia si colloca nel gruppo dei Paesi con livelli di fiducia più alti, insieme agli Stati Uniti.

Il quadro del 2025 aiuta a capire ancora meglio questa evoluzione. Un anno prima la fiducia era già molto alta nel solare (75) e nell’eolico (70) – tra i livelli più elevati tra i Paesi analizzati, davanti a Germania (63 sul solare e 59 sull’eolico) e Regno Unito (67 e 66) e in linea con la Spagna (71 e 69) – e restava solida su gas (61) e utilities (58). Più prudenza invece sulle auto elettriche (48), un valore simile agli Stati Uniti (48) e superiore a Francia (42) e Germania (38), e sul cleantech come categoria generale (58). Il petrolio restava su livelli bassi (37).