Milano, 18 nov. (askanews) – Il futuro dell’Italia sarà rinnovabile per l’80% degli italiani. L’eolico offshore è una tecnologia positiva per il 92% del campione (il 42% lo ritiene positivo in ogni caso mentre, per il 30%, a patto che rispetti la fauna marina). Per il 69% è da incentivare, perché sicuro (67%) e compatibile con l’ambiente (67%). Il cambiamento climatico preoccupa l’84% degli intervistati – convinti che le risorse PNRR destinate alla transizione EcoDigital siano un’opportunità da cogliere (per il 49% aiutando imprese e famiglie, per il 26% accelerando i tempi, per il 9% rallentandoli un po’) – ma sono fiduciosi che l’Italia sarà in grado di raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione del 55% delle emissioni di CO2 stabilito con il pacchetto “Fit for 55” (per il 60% ma con un 33% convinto che ci riuscirà solo dopo il 2030). Assolutamente prioritario (62%) il contenimento delle temperature entro 1,5°C / 2°C. Dato che sale al 91% se consideriamo anche chi lo ritiene importante, seppur non prioritario. Sono queste alcune tra le maggiori evidenze del 23° Rapporto “Gli italiani, le rinnovabili e la green & blue economy”, realizzato dalla Fondazione UniVerde e da Noto Sondaggi, i cui dati sono stati divulgati ieri, da Antonio Noto (Direttore Noto Sondaggi), al convegno “Transizione energetica e innovazione tra opportunità e ostacoli. PNRR – Piano Transizione 5.0 e PNIEC 2030” promosso con la main partnership di Renexia e con event partner Almaviva, trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale dalla Sala Capranichetta di Roma. L’incontro si è svolto in collegamento con l’inviato speciale per il clima del Governo italiano alla COP30 di Belém ed è stato aperto dal videomessaggio di saluto e di indirizzo del Ministro Tommaso Foti.
Energia e ambiente, per l’80% degli italiani il futuro è rinnovabile
Rapporto Fondazione Univerde: “84% preoccupato da crisi climatica”







