Quasi tre italiani su quattro (73%) hanno sentito parlare dell'Agenda 2030, circa un terzo in più rispetto a quattro anni fa, e il 90% degli intervistati la ritiene importante.

Nonostante i recenti attacchi a cui è stata sottoposta, il 71% degli intervistati è disposto ad impegnarsi per la sostenibilità in prima persona, rivedendo alcuni aspetti del proprio stile di vita.

Ed è in aumento la richiesta per interventi più decisi da parte delle istituzioni: per il 57% degli italiani è il settore pubblico a dover guidare l'impegno per la sostenibilità, seguito dalle imprese e dagli stessi cittadini. È da questi dati, emersi dall'indagine Ipsos Doxa condotta per ASviS su un campione di 1.200 italiani, che prende il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 che, per tutto il mese di maggio, proporrà in Italia e nel mondo centinaia di iniziative dedicate alle sfide dell'Italia, dell'Unione europea e del mondo, a quattro anni dalla scadenza dell'Agenda 2030, in uno scenario globale sempre più instabile.

La ricerca è stata esposta oggi a Roma nella sede Rai Radio di via Asiago, dall'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione. Secondo lo studio, illustrato da Andrea Alemanno di Ipsos Doxa, tra gli obiettivi dell'Agenda, gli italiani hanno come priorità la salute ed il benessere, la lotta al cambiamento climatico e la sconfitta della fame nel mondo; i più giovani prestano una maggiore attenzione ai temi della pace e della giustizia, cui associano la rilevanza di un lavoro dignitoso coniugato con la crescita economica.